Eva una ragazza di Brno (rep. Ceca) che lavorava a roma e frequentava Critical Mass e la Ciclofficina Centrale.
E’ stata uccisa da un taxi nella notte tra il 29 e il 30 a Via dei Fori Imperiali a roma, vicino al Colosseo.
Via dei Fori Imperiali e’ appena stata riaperta dopo i lavori che la hanno resa ancora piu’ una strada a scorrimento veloce nel pieno centro della città dove ogni giorno ciclisti e pedoni rischiano la vita. Soprattutto rischiano i turisti ignari del vergognoso modo di andare in auto degli italiani.
Altre info http://www.ciclistica.it/post/2009/11/03/eva-che-voleva-vivere-roma
————————————————————————
Invito alle associazioni, alle ciclofficine, ai cittadini
Se a 28 anni vai al lavoro in bicicletta e di notte percorri via dei Fori
Imperiali per tornare a casa non crederai mai che all’improvviso un taxi
ti piombi addosso come un missile. Sono anni che ti sposti in bicicletta in
questa folle e splendida città. Tante volte ti è capitato di sentirti in
pericolo circondata da automobili e scooteroni. Hai visto negli occhi
quelle persone che guidano con rabbia e violenza. Nella vita sembrano
persone affidabili ma quando posano le mani sul volante e il piede
sull’acceleratore cambiano. Li vedi quando non rispettano la precedenza
agli incroci, attraversano con il rosso i semafori, non si fermano davanti
ai pedoni che attraversano sulle strisce, si lanciano a tutta birra non
appena vedono un po’ di strada libera, parcheggiano in doppia fila o sul
marciapiedi, aprono gli sportelli senza prima guardare dietro. Tutto per
recuperare qualche minuto in più per una vita persa in mezzo al traffico.
Spesso ti sei ritrovata a difendere con le unghie e con i denti il tuo
diritto ad esistere sulla strada con la tua bicicletta senza alcun motore
oltre la forza muscolare. Ma una vigliaccheria del genere non te
l’aspettavi proprio. Non ce l’aspettavamo noi. Essere travolta alle
spalle da un’automobile su via dei Fori Imperiali ti sorprende.
Vogliamo la verità e la giustizia per Eva!
Incontriamoci giovedì 5 Novembre alle 19:30 nella nuova Ciclofficina
Centrale
via Baccina 36/37 – Rione Monti – sotto il Mercato Rionale
Nel centro di Roma ho infatti incontrato questi ciclisti/e della Croce Rossa, vestiti molto in style “Pacific Blue“. Immagino servano ad offrire soccorso a chi, turisti perlopiù, in questi giorni di caldo infernale viene colpito da “malore”.
Peccato che la Croce Rossa negli ultimi anni si è contraddistinta invece come complice ai governi nel tenere in piedi i CIE (Centri Identificazione ed Espulsione) dove vengono rinchiusi/e stranieri “illegali” per il fatto di non essere italiani. Moderni campi di concentramento dove anche qui il reato sta nel nascere da una parte o dall’altra.
Tornando a “Venice Beach”… qualche giorno prima a Piazza del Popolo c’era pure parcheggiato questo mostro… non si vedevano però intorno ne Delta Force ne i territori impervi dell’Afghanistan, ma al massimo qualche tombino o qualche sampietrino malmesso.
tratto da Repubblica
Vuole 1.5 mln di dollari. Scaraventato a terra durante un raduno di ‘Critical mass’
Nel pacchetto sicurezza ce ne per tutti/e e oltre all’infame reato di clandestinità una sorpresa anche per i ciclisti/e, l’eventuale ritiro dei punti patente (per chi ce l’ha) quando multati/e
Si sono scordati di fare un disegno di legge che renda tutte o la maggiorparte delle nostre strade ciclabili… ma sono particolari
Continueremo a correre con Welcome to the jungle nelle orecchie infischiandocene (vedi http://www.digave.com/videos/ DRAG RACE NYC)
selezionati e testati con kilometri e sudore dai ciclisti e dalle cicliste che frequentano questo sito… e le strade
questa pagina ha avuto la sua importanza nello sviluppo di una topografia alternativa della città, tecnicamente è superata dato che venivano scansionate le pagine di stradario e fatte le foto sul posto.
Oggi (2009) si può fare tutto con Google Map e Street View o utilizzando lo specifico CRITICAL MAP insomma si può fare tutto senza staccarsi dal computer… e questo non va bene per quel che ci interessa… questi percorsi invece facevano e fanno parte di un patrimonio di esperienza su strada e cercano di mettere insieme tre caratteristiche percorsi veloci, il più brevi possibili e non troppo pericolosi. continua a leggere…
di tutta la storia è curioso capire cosa possa il tipo aver utilizzato delle trek da strada della Astana sulla propria MTB (?!?!?)
Crider nel frattempo ha smontato le altre due bici rubate e installato alcuni pezzi (per un valore complessivo di 7mila dollari) sulla sua mountain bike, sequestrata dalla polizia durante una perquisizione
tutto l’articolo sulla Gazzetta http://www.gazzetta.it/Ciclismo/24-06-2009/rubo-bici-armstrong-50594825690.shtml


Questa foto mostra una realizzazione a Portland, definita innovazione europea importata a Portland (USA).
Purtroppo qui da noi, soprattutto a Roma, non sembra affatto di essere in Europa, nello specifico in Olanda da dove viene questa soluzione, ma ahime sempre più costretti/e a lottare spalla contro sportello contro le auto.
Mettiamo questa foto sul blog e che sia di buon auspicio, sperando che l’Europa ci salvi dal baratro dove i nostri governanti e i nostri compaesani ci hanno sprofondato.
Grotesk is a Swiss graphic artist living in Brooklyn. In the last decade, he has developed a passion for folk art, street photography, and hand painted signs. He has done artwork for companies out there including Staple, Alife, Hellz Bellz, and Stussy. Right now, we have a great look at some of his newest artwork: a spotlight on his satirical take on wannabe bike messengers in New York.

Alcuni semplici consigli per chi continua ad usare la bici d’inverno come mezzo di trasporto o per sport.
La considerazione principale da fare è che non serve anzi è controproducente coprirsi troppo. Il grosso del calore ce lo fornirà il nostro corpo appena lo mettiamo in movimento. Quindi dobbiamo principalmente contrastare il vento freddo e, qualche volta la pioggia, ma nello stesso tempo evitare di sudare troppo.
In fondo non ci sono ostacoli ad utilizzare la bici anche in inverno, ma se d’estate e a primavera, in teoria, basta una maglietta e al resto ci pensa il sole in inverno bisogna fare delle scelte oculate per rimanere caldi e asciutti.
Il vestiario invernale
Se andiamo in bici saremo già degli affezionati delle previsioni meteo, ma se d’estate possiamo scordarcele d’inverno invece il consiglio è guardarle spesso e vedere se è prevista o meno pioggia e le temperature previste.
Andare in bici a temperature tra i 15° e i 10° è molto piacevole e non servono accorgimenti particolari. Dai 10° gradi in giù è meglio utilizzare o avere con se guanti caldi antivento, paraorecchie o cappello e calzettoni caldi e scarpe adeguate.
Siti con previsioni ben fatte: Epson Meteo – Kataweb (Roma)
L’obiettivo principale è non far passare acqua e aria fredda e nello stesso tempo continuare a far traspirare il corpo altrimenti con giacche impermeabili non traspiranti corriamo il rischio di una specie di effetto busta e iniziamo a sudare troppo fino a bagnarci completamente. Questo con il freddo è rischioso. Ugualmente con vestiario caldo, ma che viene attraversato dal vento, alla prima discesa o appena aumentiamo la velocità l’aria fredda ci colpirà raffreddandoci.
Esistono diversi materiali con cui viene fatto vestiario sportivo specifico sia per il ciclismo che per la montagna o altre attività all’aperto (tra questi spesso conviene scegliere i prodotti studiati per il ciclismo che magari hanno anche iserti riflettenti o un taglio più lungo sulla schiena che “copre i reni” nella classica posizione che si assume in bicicletta).
| Le marche di vestiario sono moltissime, ma i tessuti specifici non molti, e se i capi sono stati realizzati con queste membrane particolari troverete grosse etichette che lo indicano… e anche dei prezzi notevoli. Tra i più noti di questi prodotti ci sono il “Gore-Tex” che è una membrana impermeabile, antivento e traspirante (waterproof, windproof, breathable) e il “Windstopper” che è una membrana che antivento ma che anch’essa continua a far traspirare il corpo. Si possono trovare tessuti con le stesse caratteristiche anche con altri nomi, questi sono solo i più noti. Di solito i capi fatti di questi materiali sono abbastanza costosi, ma, se usate spesso la bici, forse vale la spesa. Un altro elemento importante sono i guanti, se la temperatura scende sotto i 10° è meglio che siano anche abbastanza caldi e antivento (anche per mani, piedi e testa vale il discorso della traspirabilità per evitare, o limitare, il sudore). |
![]() |
![]() |
Cosa indossare sotto?
Questo va deciso sapendo se dobbiamo poi rimanere all’aperto o andare in un… ufficio oppure se possiamo o meno cambiarci. Insomma se usciamo per andare al cinema o lavorare o per rimanere fuori in strada al freddo a lungo.
A questo punto vi giro la mia esperienza personale nel fare il corriere in bicicletta anche in inverno stare per 6/7 ore al freddo o in alcuni giorni maledetti al freddo e sotto la pioggia. Il mio vestiario è costituito da prodotti in tessuti che si asciugano rapidamente quindi anche se sudate, perchè se andate forte sudate comunque, poi si asciugano addosso in pochissimo (per questo evitare sempre per attività sportive estate e inverno il cotone dato che con il sudore vi rimane addosso uno straccio bagnato che poi in inverno non si asciuga mai).
In breve come mi vesto:
| 1 | 2 | 3 |
![]() |
![]() |
![]() |
| Maglia speciale della Briko che tira via il sudore dalla pelle e lo trasporta sul lato esterno della maglia. Calda e incredibilmente efficace… la tirate fuori dalla lavatrice praticamente asciutta costo sui 40 euro. Ce ne sono di simili a una decina di euro di Decathlon, ma siamo abbastanza lontani… | Sopra una normale maglia da bici di quelle che si usano anche d’estate (tecnicamente sono chiamate jersey) fa un po’ di strato e asciuga comunque subito. Costo nei negozi di bici a partire da 15 20 euro ma se ne trovano spesso nei mercati dell’usato per 2 o 3 euro. | Per ultima giacca in GoreTex XCR traspirante che protegge da pioggia e vento ma non ha dentro nulla come imbottitura è solo la membrana (shell). Costo ragguardevole sui 250 euro. Se ne possono trovare anche in GoreTex Pac-Lite (più sottile) ad un centinaio di euro |
Quindi per scaldarci c’è quasi esclusivamente il movimento in bici (ma freddo e pioggia non ci toccano) e finchè si gira in bici non c’è problema. Se invece si deve rimanere fermi all’aperto è meglio portarsi anche un pile da mettersi una volta legata la bici.







